#Ancestral Body #ResonantLandscapes

In un’epoca in cui viviamo sfide ambientali globali, la necessità di rafforzare la coscienza ambientale universale è diventata fondamentale, insieme alla necessità di incorporare la coscienza ecologica nella consapevolezza pubblica.

Nel contesto delle scienze sociali, un modo per descrivere il cambiamento climatico è di un trauma culturale, che sfida l’identità individuale e collettiva.

La ricerca ha dimostrato che c’è la necessità di andare oltre un contatto superficiale con la natura e che attraverso l’esperienza diretta e l’apprendimento esperienziale possiamo promuovere un’estensione da un concetto individuale di sé per riconoscersi come parte della più ampia comunità naturale.

Incarnare un’ “identità ecologica”, significa dialogare in modo più intimo e armonico con l’eco-sistema interiore ed esteriore,diventando consapevoli che come esseri umani anche noi siamo natura e come natura siamo organicamente parte di un corpo più vasto.

RE-IMMAGINARE La possibilità di promuovere modi creativi di re-immaginare il nostro futuro deve passare attraverso una comprensione della reciprocità del benessere di tutte le specie viventi. Un approccio eco-somatico “geo-poetico” attiva l’espressione creativa per riconoscere, trasformare ed evolvere la connessione uomo-natura attraverso un dialogo diretto e creativo.

Il linguaggio poetico ci permette di accogliere e trasformare sia emozioni positive che negative, per dare voce al nostro sentire più profondo, oltre il giudizio.

Affidandoci a una modalità di comunicazione empatica e creativa (pre-verbale)possiamo ri-avvicinarci all’interazione con gli ecosistemi naturali e i loro elementi, riconoscendo il nostro corpo come parte integrante di essi.

in questo modo connettersi ad una dimensione immaginativa profonda può influenzare il senso di comunità e appartenenza alla terra, favorendo la cura del pianeta e delle nostre comunità com eparte di ess*.

As we ground into our body we ground into the body of Planet”

“Quando ci radichiamo nel nostro corpo, ci radichiamo nel corpo del Pianeta”

(Pallant, 2023)

AncestralBody at Servivo, Portugal, ©2024 foto R.Russomanno

Piccole pillole di pratica…

*”Inizia da una posizione comoda, portando attenzione alla distribuzione del peso del tuo corpo, dove sei in contatto con la terra.

Accogli il respiro che sta avvenendo.

*Porta attenzione al contatto reciproco tra te e il suolo. Alle sensazioni sulla pelle. Riesci ad accogliere la relazione con la terra come uno scambio? Toccare ed essere Toccat*? Respirare ed essere respirat*?

*Porta ora attenzione alla forma del tuo corpo. Che relazione ha con la forma della Terra? Riesci a percepirli l’un* come l’estensione dell’altr*, un corpo unico? Quanto distante si trova dal Sole?

*Osserva ora il tuo respiro, nel suo movimento, nel suo interagire tra spazio interno ed esterno. Riesci a percepire tutte le tue cellule che respirano simultanenamente? Riesci a percepire la qualità dello scambio con l’aria esterna e come influisce sulla tua atmosfera interiore e l’impatto che ha con l’esterno?

**Accompagnando il movimento del respiro e le sensazioni sulla pelle lascia che il corpo gradualmente si muova e sia mosso in una danza in dialogo con la Terra e l’Aria.

****


Per ascoltare autenticamente i nostri corpi e il corpo della terra abbiamo bisogno di rilasciare traumi profondamente radicati nel nostro “TERRENO” condiviso.

Lasciando che la semplice osservazione inneschi un processo di trasformazione di questi, attraverso l’arte e il rituale siamo in grado di connetterci ad una conoscenza ancestrale che proviene dalla saggezza del corpo, dove “Ciò che non è appreso diventa appreso e ciò che è dimenticato diventa ri-appreso” (Hanna, T 1991)

Onorando i limiti e le possibilità del nostro corpo e le sue memorie possiamo ri-orientarci verso un modo più sano di muoverci, quindi un modo più sano di pensare, agire e fare scelte, poiché basato su un sistema di valori e priorità più organico.

Questa qualità di attenzione influenza potenzialmente tutte le nostre relazioni. L’esplorazione/apprendimento somatico e la co-creazione artistica possono aiutarci in questo modo a cambiare la direzione disfunzionale della nostra società, partendo da una consapevolezza più profonda dell’ecosistema dei nostri corpi.

“C’è una profonda interconnessione tra il modo in cui pensiamo al mondo e il modo in cui ci muoviamo attraverso di esso” (A.C.Allbright)

 

#InnerLand-AncestralBody

“Ancestral Body” è una poesia interiore sul processo del divenire che esplora il corpo umano come territorio di transizione, un contesto creativo di resistenza all’anestetizzante indifferenziazione tra ciò che accade all’ambiente naturale e ai suoi abitanti, come parte di esso. A partire dalle memorie embriologiche e la relazione con lo spazio, si apre un dialogo inters-pecie con il più che umano, che ricerca, attraverso micro e macro movimenti, vibrazioni e vocalizzazioni, un’eco della qualità essenziale dell’essere.

Riconosce il corpo come parte integrante dell’ambiente, come comunità, come contesto e come paesaggio, e mette in discussione il concetto di identità, di origine e il senso di appartenenza come concetto individuale.

Il focus è innescare un processo creativo che decentri una prospettiva antropocentrica per navigare le intersezioni tra mondo umano e più che umano e rafforzare la relazione al pianeta e ai suoi elementi.

Estratto dal ‘diario di bordo’ del processo creativo

Perché danzo?


Danzo per andare oltre il senso di sé come entità separata.
Danzo per appartenere, per riconoscere la vasta appartenenza che ho alla terra e ai suoi elementi.
Per sentirmi a casa in una ‘relazione cosmica’.
“La casa come stato d’animo, tanto quanto come paesaggio.”

[In Spirit and Matter: Land Art, in The Art of Richard Long, Complete Works, 2007]
Il corpo-mente è la mia terra natale, dove posso atterrare in qualsiasi momento.
Danzo per andare oltre le barriere del linguaggio verbale,
approfondire un dialogo con le leggi della gravità,
per re-imparare a lasciare che il mio sé sia danzato.
p
ermettere alla danza di accadere.

Nella danza amo l’autenticità, il corpo va oltre le sue maschere.
La connessione autentica e più profonda con il mondo magico di cui facciamo parte
in cui tutto accade quando e se è necessario.
d
ove è necessario.
La danza d
ialoga con lo spazio.

Risuona con lo spazio. Comunica con lo spazio.

Ogni movimento è un’ interazione con molte stratificazioni di significato.
Attraverso la danza trovo una connessione profonda con la spiritualità all’interno del mondo materiale di cui il mio corpo è parte,
e
che sostiene, nutre e accompagna il flusso della vita che si muove dentro e fuori di me.
In che modo si collega al tempo? Questa danza appartiene a un tempo infinito.

una dimensione spazio temporale in cui sono in grado di notare ogni movimento a un livello più sottile

Si prende il tempo necessario, accelerando e rallentando secondo un bisogno intrinseco.

in una conversazione.

Con cosa sto dialogando? Con la sostanza eterea che pervade ogni forma di vita, la memoria racchiusa nelle nostre cellule. Il Micro e il Macro del pianeta, che si scambiano informazioni per

Atterrando interiormente , atterro nell’ universo.

Bussana, 1/3/2023

Rebecca Marta D’Andrea
Movement Artist


rebeccamartadandrea.wordpress.com

Per rimanere in contatto con noi e ricevere informazioni sugli ultimi articoli, video, webinar ed iniziative pubbliche che proponiamo, lascia qui la tua email