by Jerry Diamanti
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L’urgenza di reimparare a immaginare mondi nuovi è ineludibile. Se le parole ci mancano, se il linguaggio per pensare l’avvenire è sterile, come potremo intraprendere il cammino della liberazione? Senza la forza propulsiva di un’immaginazione fertile, capace di generare scenari alternativi e futuri possibili, ogni passo verso l’emancipazione risulterà vano.
Quando le giornate, i mesi e gli anni si ripetono con fin troppa soluzione di continuità, alla ricerca del modo “più autentico” di rappresentarci al mondo, quali sono i momenti attraverso i quali ricordarci l’unicità di quello che viviamo e che vorremmo restasse a costituire una base per il futuro?
Secondo il filosofo Byung-chul Han, i rituali svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di un legame sociale, di un senso di appartenenza e continuità: addirittura strutturano il tempo e lo spazio, donando significato all’esistenza individuale e collettiva.
I riti si legavano alle pratiche e agli elementi che permettevano la sopravvivenza, l’acqua, il fuoco, il sole, la nascita, la morte. Il rito intorno a ciò che è necessario creava una collettività consapevole dei propri limiti, e delle proprie debolezze. Oggi celebriamo solo una manciata di occasioni: un natale o un funerale, un matrimonio, una promozione, rimasugli di riti che si esauriscono in maniera standardizzata comprando una bottiglia, un fiore, un nuovo completo, facendo infiniti pranzi e grigliate.
Misuriamo le fasi dell’anno con modi di essere preconfezionati, spesso senza prenderci veramente lo spazio adeguato per capire cosa realmente stiamo celebrando, dove, con chi, perchè. Senza capire che significato vogliamo dare alle nostre vite e alle nostre comunità, significato che proprio a partire da questi momenti di sospensione e di riflessione, può dare contorno e luce al presente.
In questo numero di Matrika, che festeggia 10 anni non a caso durante l’equinozio di Primavera, emerge sempre più forte l’esigenza di trovare altri orizzonti di condivisione, pratiche di gentilezza, destinazioni di reciprocità, rituali che sostengano i piedi che vogliono camminare verso utopie concrete.
L’utopia intesa non come ideologia o punto di arrivo uguale per tutti, ma come spinta per mettere in discussione il presente e per orientare il rinnovamento personale e collettivo, a livello mentale, materiale, spirituale.
Per costruire utopia così intesa serve forse tornare a scandire i nostri cicli, assaporare i nostri simboli, sia per riscoprire quale posto ognun di noi occupa nel cerchio rituale, sia per sapere che il cerchio è sempre più grande dei singoli elementi, e che “ogni parte è preziosa e importante”, anche senza doversi imporre come assolutamente giusta.
C’è chi fra le scrittrici e gli scrittori li cerca nella meditazione (se proprio vogliamo nominare con una parola la pura esperienza), chi nella preghiera o in azioni semplici ma colme di presenza, conoscendo senza cercare di capire, chi nel saper chiedere aiuto o nel vedere anche la morte come pulsione di vita…
Qualunque sia la conformazione, è necessario più che mai raccontarceli: dedicando queste offerte a noi stesse, condividendole con altre forme di vita, con la terra che calpestiamo, ci rendiamo più capaci di dare e di ricevere.
Ecco che Matrika, come racconto cartaceo e come incontro fisico di persone, si rivela già una condivisione rituale che ci radica in un tempo ed in uno spazio, che scandisce le stagioni e prova a farsi base per chi la attraversa, con amore e cura sia per le singole parti, sia per l’insieme pulsante e sfaccettato che andiamo a comporre.
Tanti auguri per questo primo decennio, piccola grande Matrika.
C’è linfa anche, senza conti correnti, respirare il canto degli uccelli
Arianna Battiston e Benjamin Ibry Bernstain
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Matrika – Consciousness Development è un’esperienza di dialogo transculturale libera ed indipendente.
Rivista on line n°19 – Anno XX – Primo Semestrale 2025
Attività redazionale: Arianna Battiston, Benjamin Ibry, Sara Massone, Gaia Dunya Rai, Andrea Staid, Nadeshwari Joythimayananda, Carola Zerbone, Jerry Diamanti.
Editing: Jerry Diamanti, Arianna Battiston
Web Design: Dr.9 Alberto Paolucci
Artwork di copertina: Carola Zerbone
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno donato tempo e saperi per un altro comune passaggio dalla competizione alla condivisione, dal profitto al dono.
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